— Oh, cresceranno ancora.... Se poi si fa il trust.... — disse il barone Bernheim lisciando con la manica la immancabile tuba bianca che aveva il pelo arricciato come quello d'un gatto spaurito.
— I concimi hanno un grande avvenire, — sentenziò un agente di cambio. E annunziò la prossima formazione d'una nuova Società di concimi chimici con dieci milioni di capitale.
Ma già parecchi sgattajolavano a destra e a sinistra, persuasi d'avere ormai sacrificato abbastanza del loro tempo alle convenienze sociali. Così, per esempio, miss May, giunta a piedi del Palazzo dell'Esposizione, piantò in asso con americana disinvoltura il gruppo delle signore, salì in un batter d'occhio la gradinata, e rivolta sulla folla la macchinetta fotografica che aveva tenuta ad armacollo sotto la pelliccia di lontra, tentò di fermare in un'istantanea la scena pittoresca che le si svolgeva dinanzi. Poi scese tranquillamente ed entrò nell'automobile che l'attendeva.
Tuttavia le diserzioni non impedirono al corteo di arrivar numeroso fino a piazza delle Terme. Più in là non si spinsero che quelli di famiglia, il cavalier Fanoli, il pittore Brulati, il conte Ugolini-Ruschi, il direttore della Banca Internazionale, due professori d'Università intimi di Giacomo Moncalvo, il giovine e timidissimo dottor Flacci, assistente di questo, e pochi altri.
Sotto l'impressione dell'aria frizzante e del sole il commendator Gabrio andava via via rinfrancandosi, e col direttore della Banca e con Fanoli discuteva d'affari, criticava il Governo e il Parlamento, schiavi delle vecchie formule, incapaci di secondare il mirabile risveglio economico della nazione. Bisognava assolutamente cambiar tutto, con nuovi uomini, con nuovi programmi.
Giacomo Moncalvo aveva lasciato il fratello per avvicinarsi a Giorgio, di cui lo impensieriva il pallore mortale, e, più del pallore, il silenzio cupo e la tristezza profonda.
— Ho vegliato la notte.... Sono stanco, — aveva detto Giorgio a sua giustificazione.
— Lo so.... Invece di riposarti sei uscito.... non sei rincasato che questa mattina.... Una pazzia. Ragione di più perchè tu ti riposi adesso. Non occorre che tu venga al cimitero.
Ma a tutte le sollecitazioni Giorgio aveva opposto un rifiuto secco, deciso, solo consentendo ad appoggiarsi al braccio del padre.
E il professore Giacomo sentiva lo sforzo che egli faceva per non gravarlo di tutto il suo peso, per reggersi sulle gambe che gli si piegavano.