Nella fretta di finire, il rabbino biascicava sommessamente altre preghiere. Ma da un angolo della cappella si levò una bella voce di basso profondo:
«Perdona, o Signore, ai peccati della nostra sorella il cui cadavere caliamo nel sepolcro».
Tutti si voltarono dalla parte di dove la bella voce veniva, tutti sentirono vibrare in essa, che pur parlava un idioma sconosciuto, un accento insolito di convinzione e di fede.
L'officiante, sconcertato un momento riprese:
«Usale misericordia in grazia dei meriti dei padri nostri....»
E l'altro, quello che nessuno si ricordava di aver visto nel corteo, attaccò il versetto seguente:
«Riposi il suo corpo in pace e l'anima sua voli al cielo a godere della felicità eterna. Amen!»
Di labbro in labbro corse la dimanda:
— Chi è?
— È un tedesco, il dottor Löwe, — rispose qualcheduno che nella figura esotica, caratteristica, aveva ravvisato il fervente apostolo del Sionismo.