— Sì, credo d'aver la febbre, ma passerà.

— Flacci, — disse il professore al momento di scendere dalla vettura, — mi fa il piacere di passare in farmacia, in via Cicerone, e di pregar che telefonino a Rangoni, il nostro medico....

— Vado subito.

— O babbo, che fretta! — barbugliò Giorgio. Ma non s'oppose.... Anzi ringraziò Flacci con un cenno del capo.

Quando, sostenuto da suo padre e dal portinajo, ch'era un uomo muscoloso e robusto, egli giunse su delle scale, la donna di servizio, venuta ad aprire, non potè frenare un'esclamazione:

— Madonna Santa, che cosa è successo?

E si voltò verso il professore.

— Zitto, zitto, — replicò questi. — Non facciamo casi.... È la fatica, l'emozione.... Un paio d'ore di letto sarà il miglior rimedio.... Andate a preparare la camera....

XV. I due fratelli.

Era quella, dopo oltre due mesi, la prima sera che Giacomo Moncalvo passava nel suo studio, e il volto pallido dello scienziato, ov'erano i segni d'un'ansietà piuttosto sopita che dissipata, esprimeva altresì la compiacenza dell'uomo abitudinario che trovandosi in mezzo a oggetti cari e domestici ripiglia il filo dei pensieri interrotti.