Una fiamma salì al viso di Giacomo Moncalvo.
— La mia domanda era assurda, — egli rispose affrettatamente, precipitosamente, come se le parole gli bruciassero la lingua. — Avevo perduto la testa.... Giorgio aveva sempre quel nome sulle labbra.... «Ella sola potrebbe guarirmi, — egli ripeteva. — Mi basterebbe vederla un minuto, accanto al mio capezzale.... Siete voi che la tenete lontano».... E la chiamava, la chiamava.... Era uno strazio.... I medici non davano più quasi nessuna speranza.... Fu allora che chiesi: «Se provassi a pregarla?...» «Provi», mi dissero. E ti scrissi.... Ma lo capisco, il rifiuto era inevitabile.
— Non mi serbi rancore, dunque?
Giacomo fece un segno negativo col capo.
— Se Giorgio fosse morto non ti avrei perdonato più.
— Invece, grazie al cielo, guarisce.
— Lo spero.
— Ma sì, ma sì, non c'è dubbio.... Ho parlato io stesso col vostro medico oggi.... Anzi fu allora che pensai: Poichè è fuori d'ogni angustia mi riceverà.
Giacomo sospirò.
— Ci vorrà del tempo prima che io sia fuori d'ogni angustia.... Del resto, è vero, tu non hai colpa.