— Sei uno stoico, — borbottò Gabrio Moncalvo.

— Mi piego all'inevitabile, — riprese il fratello.

Gabrio si fece coraggio.

— E alla questione economica hai mai pensato?... La malattia di Giorgio deve importi ben gravi sacrifizi.

— Non tali ch'io non sia in grado di sopportarli.... Nella peggiore ipotesi farò qualche risparmio sulla mia sola spesa di lusso, sulla mia biblioteca.

— E non t'è venuto in mente, — insisteva il banchiere, — ch'io son ricco, molto ricco, e che mi terrei fortunato se tu mi permettessi d'aiutarti?

— La tua offerta non mi fa maraviglia.... Sei stato sempre generoso.... Ma io penso che ogni uomo, finchè sia sano di corpo e di spirito, deve bastare a se stesso.

— Dunque rifiuti?

— Ringrazio, ma rifiuto.

— Sei superbo, superbo.... Ti offende l'idea di dover qualche cosa a tuo fratello.