— Naturalmente.
— Con tre mila lire l'anno?
— S'intende.
— Per diventar poi con comodo professore ordinario con cinquemila lire di stipendio....
— Ci vuol tempo.
— Figùrati se non lo so.... Come ce n'è voluto a tuo padre, il quale oggi con due quinquenni guadagna la bellezza di seimila lire, meno la trattenuta. Dico bene?
Padre e figliuolo si misero a ridere.
— Sei meglio informato dell'agente delle tasse.
— Ho sempre tenuto d'occhio i miei stretti parenti, — rispose il commendatore. — E in ogni modo, fin che viveva la povera Lisa, era lei che ci ragguagliava di tutto.... Non è vero, Rachele?
Quest'allusione alla moglie e alla madre morta dispiacque al professore Giacomo e a Giorgio. Essi non ignoravano che la povera Lisa non s'era mai adattata serenamente alla sua condizione economica appena modesta, e se ne doleva nelle sue lettere alla cognata, dalla quale accettava, e fors'anche sollecitava regali di qualche valore. E se fosse dipeso da lei non avrebbe esitato un momento ad accogliere le offerte di Gabrio che, avvezzo a maneggiar dei milioni e liberale per indole, sarebbe venuto volentieri in aiuto del fratello. Ma guai a toccar questo tasto con Giacomo! A badare a lui, la sua famiglia non aveva bisogno di nulla.