— Voi siete filosofi, — riprese il commendatore, per mitigar l'effetto delle parole pronunziate prima, — ed è una bella qualità ch'io ammiro.... negli altri.... Multa petentibus desunt multa.... Non ho dimenticato interamente il mio latino.

Il professore completò ridendo la citazione:

Bene est cui deus obtulit, parca, quod satis est, manu. — E soggiunse: — La Lisa era un angelo.... Aveva l'unico torto di non voltarsi a guardar quelli che stanno peggio di noi.... Dio buono! Tra la mia paga e il frutto della sua dote e di quel poco che avevo io, abbiamo sempre avuto il modo di sbarcare il lunario anche quando io non ero che un misero professorino di liceo.... Non siamo stati mai più di tre, e allora Giorgio era un bimbo....

— Pure a non intaccare il capitale in quei primi anni sei stato bravo.

— Voglio esser sincero. L'ho intaccato due anni di seguito per portar la Lisa e questo ragazzo in montagna.... Grazie al cielo, ho potuto colmare il vuoto, e alla mia morte Giorgio avrà venticinquemila lire da aggiungere ad altrettante ereditate da sua madre.... Sarà quasi ricco.

— Non siete esigenti, — dichiarò il commendatore, scuotendo il sigaro nel porta-cenere. — Ricco senza il quasi egli sarebbe stato accettando sett'anni fa la mia proposta.

La Mariannina intervenne con una frase che per lei non aveva importanza, ma che produsse una viva impressione sul cugino:

— Se diventerà celebre si consolerà di non esser milionario. La gloria vale la ricchezza.

— La gloria, la gloria! — borbottò il commendatore, — A ventanni tutti la sognano.... quanti poi la raggiungono? A ogni modo, anche la gloria ha le sue ingiustizie.... Perchè dev'essere riservata agli scienziati, ai poeti, agli uomini di Stato, ai guerrieri?... Credete che ci voglia meno ingegno a concepire e a condurre a buon fine le grandi operazioni finanziarie che a fare una scoperta, o a scriver dei versi, o a governare un paese, o a vincere una battaglia?... Uomini come Morgan, come Carnegie....

— Io preferisco Marconi, — saltò su la ragazza.