— Sei curioso tu, coi tuoi scrupoli.... Qual'è la tua fede?

— Ah, io sono un eretico; sono un positivista, un materialista.... Tutti lo dicono, e sia.... Senonchè, io conservo il rispetto per le cose in cui migliaia e migliaia di uomini credono e sperano. Le religioni si possono combattere in nome di una verità più alta e più pura; non è lecito servirsene come d'un vestito che a piacere s'indossa e si smette.

Prima che il commendatore potesse rispondere, Giacomo si levò in piedi e soggiunse:

— Ma basta di ciò. Non separiamoci con male parole.... Sei venuto a farmi una offerta generosa, e ancora una volta, grazie; sei venuto ad annunziarmi il matrimonio di tua figlia.... e che ella sia felice....

— E, — balbettò Gabrio, disponendosi a prender commiato, — non ti vedremo da noi neppure quando non ci sarà più la Mariannina?

— Se tu avessi bisogno di me, — disse il professore, — io sarei sempre a tua disposizione..... Ma tu, così ricco, così influente, che bisogno puoi avere d'un povero insegnante di matematica che vive fuori del mondo, chiuso nelle sue formule?

— Quanto orgoglio, quanta ironia c'è nella tua modestia, — esclamò il banchiere.

E s'avviava verso l'uscio.

Ma nel punto di varcar la soglia e mentre Giacomo stava per sonare si voltò improvvisamente e afferrò tutt'e due le mani del fratello.

— Credi davvero ch'io non possa mai aver bisogno di nulla? Credi davvero ch'io sia felice?