Al Municipio la funzione è breve, tanto più che il sindaco e gli scrivani, infastiditi dalla lunga attesa, non vedono l'ora di andar a colazione. Anzi il sindaco ringhiotte il discorso che aveva preparato e si limita a due parole di augurio.
La signora Rachele trionfa, e non contenta di sfogarsi con Ugolini si volge in aria quasi di sfida a quello scettico impenitente del pittore Brulati:
— Che differenza dalla cerimonia in chiesa! Non vorrà mica negare?
Ma Brulati ch'è di cattivo umore risponde:
— Eh, sicuro, in chiesa c'è più pompa. Ma quello è fumo, questo è arrosto.... E per diventare principessa Oroboni bisogna passar di qui.... A proposito, — continua il pittore liberandosi da un peso che gli grava lo stomaco da molto tempo, — che notizie ha di quella povera famiglia?
La signora Rachele sulle prime non capisce.
— Quale famiglia?
— Non rammenta? Quella di via Merulana.
— Ah! — fa donna Rachele arrossendo. — Che memoria ha!
— Gli è, — seguita Brulati impassibile, — che in questa lieta occasione rinnoverei volentieri l'offerta....