— Grazie, grazie, — interrompe bruscamente la signora. — Non occorre.... Le condizioni son molto migliorate....
— Hanno vinto una lotteria?
— Si figuri....
— Che fortuna rara!
— Ha dei giorni ch'è insopportabile, — borbotta la signora Rachele. E piantando in asso il suo petulante interlocutore accetta il braccio offertole dall'alto personaggio degli esteri, quello che di sera ha l'abitudine di dormirle in salotto.
— Forse mi comprometto, — dice il diplomatico. — Ora che i Moncalvo entrano nel campo avversario.... Meno male che S. E. il Presidente del Consiglio non vuol inasprire il Vaticano....
— Ah commendatore, — esclama con enfasi la signora Rachele. — l'uomo di Stato che riconcilierà l'Italia con la Chiesa sarà più benemerito di Cavour. Sua Eccellenza dovrebbe aspirare a questa gloria.
— Sono questioni delicate, cara signora, questioni che bisogna lasciar risolvere al tempo.... Ma ecco che tutti hanno posto la loro firma e che si può avviarsi.
— Viene a colazione da noi? — chiede donna Rachele.
— Grazie. È impossibile. Sono atteso alla Consulta.