Quand'ella scende fra gl'invitati i suoi occhi sfavillano, le sue guancie hanno ripreso l'usato colore.
— Come sei bella! Come sei bella! — esclama don Cesarino. — E la tua emicrania?
Ella si stringe nelle spalle.
— È scomparsa.... A me le indisposizioni non durano.
Don Cesarino china il capo umiliato. Egli, sofferente fin dalla nascita, troverà indulgenza presso la splendida creatura rigogliosa di salute, esuberante di vita?
Gabrio Moncalvo abbraccia entusiasta la figliuola.
— Sei più principessa di tutte le principesse.
Il commendatore che in chiesa s'era trovato a disagio, che al municipio era rimasto un po' male per la fretta e la svogliatezza del sindaco, qui, in casa sua, nel suo ambiente, ha ricuperato la sua vena e il suo brio. Si guarda dal dirlo, ma contrariamente a sua moglie, ch'è avvilita e irritata per la mancanza quasi completa dell'aristocrazia del blasone, a lui non par vero di non vedersi davanti nè l'arcigna principessa Olimpia, nè donna Cornelia Flamini, nè parecchie altre delle mummie che assistevano alla cerimonia di San Giovanni Laterano. Ora, nella folla che lo circonda e che fa onore al suo sontuoso buffet, è in prevalenza l'aristocrazia bancaria alla quale egli appartiene e ov'egli è riverito come un monarca assoluto.... Sì, sì, questo è il suo regno. Lo facciano pur conte del papa, egli rimarrà sempre banchiere, legato a doppio filo con gli uomini della finanza, senza distinzione di patria, di stirpe, di fede....; quindi anche coi suoi vecchi fratelli semiti che la fanatica signora Rachele avrebbe voluto escludere dall'odierna solennità domestica, ma ch'egli aveva invitati a malgrado di lei. «Già non verranno», — ella diceva per coonestar l'esclusione. «Ci pensin loro, — era stata la facile risposta di Gabrio Moncalvo. — Io non commetto villanie. Del resto, giurerei che verranno». Non solo eran venuti, ma alcuni di loro avevan mandato alla sposa regali splendidissimi che ora figuravano tra i più belli messi in mostra nell'apposita stanza ove i visitatori erano introdotti per turno e ove non mancava la discreta sorveglianza d'un servo fidato.... Con tanta gente.... non si può mai sapere.... Perchè, non scherziamo, c'erano oggetti di gran valore, specie un monile di perle con pendente di brillanti, dono di miss May, di cui si affermava che il giojelliere avesse, tempo addietro, rifiutato sessantamila lire.
Tre o quattro cronisti, tal quale come nel giorno del trasporto della povera signora Clara, cacciano il naso da per tutto, assediano di domande gl'intimi della famiglia, prendono note nel taccuino, interrompendo talvolta il lavoro per far qualche riflessione filosofica e profonda.
— Ma! Vicende di questo mondo. Non sono tre mesi ch'eravamo qui per un funerale.