How interesting! — esclama miss May leggendo per di sopra la spalla di monsignore il dispaccio del Vaticano, mentre i camerieri sturano altre bottiglie di sciampagna e ricolmano i calici.

Zitto! Don Paolo ha qualche cosa da soggiungere.

— Io propongo, — egli dice, — un brindisi al nostro Sommo Pontefice Pio X.

C'è un momento di esitazione, e il barone Bernheim, che aspetta una nuova commenda italiana, non può trattenere un espressivo: «Uhm, uhm!»

— Il mio brindisi è rivolto al Pastore delle anime e non al Sovrano, — spiega monsignore. E allora tutti si levano in piedi applaudendo; solo il pittore Brulati, con la scusa di raccattare il tovagliuolo scivolatogli giù dalle ginocchia, trova il modo di esimersi dalla toccante dimostrazione, e brontola corrucciato: — Dopo la commedia, la farsa.

— Io spero che l'eco di questi applausi giungerà fino a Sua Santità, — ripiglia don Paolo appena tace il tintinnio dei bicchieri.

E poichè i vapori del vino gli dànno un poco alla testa, egli si lascia scappare due o tre frasi imprudenti.

— Sì, questi applausi hanno un grande significato. Essi sono uno dei tanti sintomi di quella riconquista di Roma ch'è la vera, ch'è la più desiderabile. «Il mio regno non è di questo mondo». Regnar sulle anime, ecco ciò che interessa.... E se le anime tornano a noi, tornano alla Chiesa, non sarà una gran disgrazia aver perduto quattro palmi di terreno....

— Bravo don Paolo! — salta su, ridendo, il commendatore. — Lei rinuncia al poter temporale.... Se la sentono....

— Io non rinuncio a nulla, — ribatte monsignore accorgendosi di essere andato tropp'oltre. — La Chiesa ha i suoi diritti e protesterà sempre contro le violenze commesse a suo danno.... Ma io parlo come privato.... E per me, sì, l'essenziale è che la Chiesa riconquisti le anime.... Del resto, accetto l'avvertimento amichevole del nostro illustre commendatore.... e.... acqua in bocca.