A suggello delle sue parole monsignor de Luchi accosta il bicchiere alle labbra.... ciò che desta l'ilarità dei presenti, i quali notano che nel bicchiere c'è vino e non acqua.
— Ebbene, figliuoli, — dice il commendatore dopo aver consultato l'orologio, — se non volete arrivar troppo tardi a Napoli sarà bene che vi disponiate a partire.... l'automobile è pronta.... E non è l'automobile solita.... È una Fiat di cinquanta cavalli che metto nella corbeille della Mariannina.
— Ah, babbo! — grida la neoprincipessa gettando le braccia al collo dell'autore dei suoi giorni con uno slancio d'affetto filiale che non può capire chi non abbia un padre milionario.
Gabrio Moncalvo è contento. La sua sorpresa ha maggior successo dell'altra; l'automobile dà scacco matto alla benedizione.
Carezzevole, la Mariannina domanda:
— E quanti chilometri....?
— Calma, calma, — interrompe il banchiere. — Lo chauffeur ha l'ordine di non superar la velocità di cinquanta chilometri all'ora.... Per oggi comando io.... Spero che tuo marito non se ne offenderà....
— Si figuri!
Don Cesarino pensa con accorata tenerezza al vecchio landau di famiglia, al vecchio cocchiere, ai due vecchi cavalli bai che solevano impiegar circa venticinque minuti per portarlo da casa sua fino a San Pietro, e chiude istintivamente gli occhi, turbato dalla visione della sfrenata corsa automobilistica che lo aspetta. Ma quando li riapre scorge un risolino ironico sulle labbra della Mariannina e si vergogna di se stesso.
— Di la verità, hai paura? — chiede la giovane sposa.