— Quando? Quando? — insistè Giorgio.
— Circa tre settimane fa.... Stavi male....
— E perchè hai continuato a tacere quando stavo meglio?... Perchè hai atteso tre settimane a darmi questa lettera?... Dov'è?
— Eri sempre debole, — si scusò il professore togliendosi di tasca una busta orlata di nero.
Giorgio riconobbe la calligrafia del dottor Raucher. E prese la lettera e la girò fra l'esili dita.
— Da tre settimane! — egli ripeteva. — Che si penserà di me che non ho scritto una parola?
— Ho scritto io in vece tua, — soggiunse Giacomo Moncalvo. — Ho informato il professore della tua malattia.... C'è anche un libro....
— Che libro?
— Non so.... È tuttora sotto fascia. La lettera ti spiegherà.... Vuoi che apra io, che legga io?
— No, gli occhi mi servono.