E Giorgio additò a suo padre la lettera dello scienziato tedesco.
— Leggi pure.
Egli intanto, rotta la fascia che cingeva il libro, andava svolgendone i fogli, molti dei quali erano annotati in margine da Frida nella sua calligrafia minuta e sottile. Parecchie di quelle note, Giorgio lo rammentava benissimo, erano state dettate da lui; ma altre la Frida ne aveva aggiunte più tardi, dopo ch'egli era partito da Berlino; qua e là una parola, una data, un giorno della settimana. Una pagina era piegata, quella che conteneva l'ode breve e squisita:
Or che le nevi premono,
lenzuol funereo, le terre e gli animi,
e de la vita il fremito
fioco per l'aura vernal disperdesi,
tu passi, o dolce spirito;
ecc., ecc.
A piedi, Frida aveva scritto, e la scrittura pareva più incerta, più tremante del solito: «Letzter Gruss».