Ultimo saluto! E certo quel saluto era per lui, per Giorgio, e la piccola frase era l'ultima che la mano stanca di Frida aveva vergata. Cara, buona fanciulla che gli aveva dato tutto il suo cuore senza chieder nulla in ricambio e che nell'ora solenne della morte lo assolveva delle due colpe che più difficilmente si perdonano, l'indifferenza e l'oblio.
Staccandosi dalla suggestiva poesia carducciana, gli occhi del giovane videro dietro un velo di lacrime la città nordica sepolta nella neve, e la neve cader giù a larghe falde sui tetti, sulle strade, sui parchi, sul camposanto ove Frida dormiva.... Sentì un nodo alla gola e ruppe in singhiozzi.
Suo padre si chinò su lui dolcemente.
— Giorgio, quando sarai più forte, quando la stagione sarà più mite, vuoi che andiamo a Berlino a visitare il dottor Raucher?... Sono convinto che gli farebbe piacere il vederti.... Gli eri tanto caro, eri tanto caro a sua figlia....
Con una mossa energica del capo Giorgio respinse la proposta paterna.
— Andare a Berlino? Presentarmi al dottor Raucher? Dopo la noncuranza villana con cui ho trattato negli ultimi tempi la povera Frida?
— Si capisce dalla lettera ch'egli non ti serba rancore.
— Che importa?... Son io che non posso perdonare a me stesso.
— Confessando la colpa t'alleggerirai del rimorso.... Riflettici, Giorgio, tu hai la necessità di mutar aria, di mutar città, di dare un'altra piega ai tuoi pensieri.... A Berlino ti trovavi bene.... Vuoi tornarci? Vuoi che domandiamo al professore Raucher se consente a riprenderti seco?... Oggi egli è accasciato dal dolore, crede di non esser più buono a nulla.... Ma potrebbe bastargli una spinta per rimettersi all'opera.... E sarebbe una fortuna per la scienza.... Io parlo contro il mio interesse.... Che cosa dovrei desiderare per me se non che tu rimanessi qui al mio fianco, in questa casa che la tua presenza aveva rianimata, rinnovellata?... Invece m'accorgo che non è possibile.... Tu qui a Roma, almeno per qualche anno, non ci puoi rimanere.
— No, babbo, — rispose Giorgio. — Partire sarebbe una viltà. Lascia ch'io resti qui, accanto a te, lascia ch'io impari da te ad esser forte.... Appena il medico me lo permetterà, ricomincierò le mie lezioni.... Cercherò di stordirmi lavorando.... come hai fatto tu in mezzo alle contrarietà della fortuna.... No, andare a Berlino non sarebbe un rimedio....