— Come se non ne avessimo abbastanza dei nostri, — protestava l'artista, — ci son piombati addosso quelli che la Francia ha spazzati via. Aprono conventi, aprono ospizi, aprono scuole, aprono perfino locande; ogni arma è buona per impadronirsi delle anime e dei corpi. Bella generazione che ci preparano, di pinzochere e di sacrestani!... E pensare che non solo non trovano contrasti, ma trovano ajuti dove meno si crederebbe; perch'è di moda far all'amore coi clericali.... quando pure non si getti ogni riguardo umano e non ci si proclami clericali addirittura.... Guardi la sua ineffabile zia.... Eh, caro professore mio, — seguitava Brulati col cordiale assenso di Giorgio, — abbia pazienza.... Io ho sempre creduto che l'antisemitismo sia una cosa barbara e idiota, ma se gli ebrei fanno lega coi preti non garantisco di non diventare anch'io un feroce antisemita.
Altro incentivo alle sfuriate di Brulati era lo strazio che, secondo lui, per ordine del commendator Moncalvo, si stava facendo del palazzo e del giardino Oroboni. La Mariannina, ormai proprietaria del luogo, aveva dato carta bianca a suo padre, e il commendatore s'era messo nelle mani d'un ingegnere che, in pochi mesi, della caratteristica palazzina del Seicento avrebbe fatto una delle più volgari case di questo secolo di mercanti.
— Non che quella palazzina fosse un capolavoro, non che non ci fossero a Roma dei giardini più belli; ma era un complesso armonico, intonato, raccolto.... Vedrà, vedrà invece l'anno venturo.... Ora l'opera di distruzione è appena iniziata e dal di fuori non ci si accorge di nulla.... Bisogna affacciarsi alle finestre del palazzo Gandi.... Non ci va più, lei?
No, Giorgio non ci andava e non ci sarebbe andato più, quantunque, cedendo all'attrazione dei luoghi ove la Mariannina era vissuta fino a due mesi addietro e dei luoghi che l'avrebbero accolta in un prossimo avvenire, egli fosse passato sovente da quella strada, avesse sovente alzato gli occhi verso l'abitazione degli zii e verso la massiccia muraglia che la prospettava e che nascondeva il casino Oroboni.
— Anche la muraglia è destinata a cadere, — gli disse Brulati una mattina. — Già, vogliono sostituirvi una cancellata artistica. Si figuri! La muraglia era nuda, disadorna, e pure l'occhio ci si era avvezzo e quel suo aspetto cupo ed inospitale corrispondeva all'indole della gente reazionaria e antidiluviana che vi dimorava. Era uno dei tanti contrasti fra la vecchia Roma e la nuova.... Nossignori, la buttano giù.... Questi milionari non capiscono niente.... A loro basta di ostentare la loro ricchezza.
— E la vecchia principessa che fa? — chiese Giorgio Moncalvo.
— Donna Olimpia, — replicò il pittore, — s'è rifugiata nella sua camera e non n'esce mai, e non riceve nessuno. Ha dichiarato che finch'è viva non lascerà penetrare in quella camera nè ingegneri, nè capomastri, nè manovali.... Credo che si rassegneranno ad aspettar la sua morte prima di compiere i ristauri....
— E come alloggeranno gli sposi al loro ritorno? Pensano di prolungar la loro assenza all'infinito?
— Tutt'altro.... Torneranno anzi fra poche settimane.... Ma andranno ad abitare provvisoriamente un villino in via Ludovisi, preso in affitto per conto loro dal rispettivo padre e suocero.... Me lo ha detto lo stesso commendator Gabrio jersera.
— Ah, tornano? — borbottò Giorgio, a cui la notizia, pur così naturale, produceva un turbamento ch'egli cercava di nascondere.