A casa, il professore Giacomo Moncalvo aspettava con impazienza suo figlio. Quando lo sentì venire, lo chiamò nel suo studio. Era pallido, commosso.

— Che hai? — domandò Giorgio con ansietà. — Non istai bene?

— Sto benissimo. Siedi.

— Una cattiva notizia?

— Cattiva? Non mi pare.... Ne giudicherai tu stesso.

Giorgio prese dalle mani di suo padre una lettera listata di nero.

— È del dottor Raucher?

— Sì; era aperta dentro una per me.

Vi fu un breve silenzio.

— Dunque ne conosci il tenore? — seguitò Giorgio.