— Lo chiami pure un non pagherò, — ribattè il banchiere che aveva rotto la busta. — Ecco qui.... domanda la rinnovazione a sei mesi.

— Per la seconda volta.

— Eh, caro Fanoli, si aspetti la terza, la quarta e via di seguito.... Non ho mai calcolato sul rimborso di quelle quindicimila lire.... Trovo anzi che Ugolini è un uomo discreto.... Ma sì; se invece di quindici ne avesse chieste venti o venticinquemila, sarei stato imbarazzato a rispondere di no.... Quell'Ugolini è un uomo prezioso.... Accompagna le mie donne di qua e di là.... Mi libera da una quantità di seccature.... sopra tutto con mia moglie, che non rifinisce di cantarmene le lodi.... Ed è cavaliere di Malta, ciò che impone silenzio alle male lingue.

Fanoli si guardò bene dal sorridere dell'ingenuità del suo principale, e chiese arricciandosi i baffi:

— Dunque la rinnovazione è concessa?

Concessissima. Quindicimila lire da me, quindicimila dalla Banca internazionale non son nulla di eccessivo per uno che ha tante aderenze e anche alla Banca ha giovato indirettamente.

Qui notiamo fra parentesi che della Banca internazionale il commendator Gabrio Moncalvo era l'anima e che vi passava gran parte del pomeriggio, facendovi la pioggia e il bel tempo.

Data una rapida occhiata ad altre lettere e telegrammi, il nostro banchiere si riaccinse alla revisione delle sue bozze. Ma nemmen questa volta potè rimanere tranquillo; chè, annunziata da un mellifluo: — Disturbo? — gli si parò innanzi la faccia rasa e rubiconda di monsignore de Luchi.

— Oh, lei? — esclamò Gabrio Moncalvo. — Avanti, monsignore, avanti.

— Buon giorno, commendatore.... Ha fatto un oh di maraviglia quando m'ha visto.... Per l'ora insolita, forse.