— A Mentana! — esclamò Giorgio colpito dal nome. — Dove si son battuti nel novembre 1867?

— Sarà.... C'è un vecchio castello dei Borghese assai pittoresco.... Almeno da quello che dice il mio illustre maestro.... Io ci vado per la prima volta.... — Guardò maliziosamente il giovinotto e soggiunse: — Tu hai una voglia matta di veder Mentana.... per amore della battaglia, s'intende.... una battaglia ove c'era Garibaldi, ora ricordo.... ebbene, vieni con noi....

— Se non ci sta nell'automobile? — insinuò la zia Clara.

— Ci sta benissimo, — ribattè la nipote. — Ci sta fra noi due.... pigiandoci un poco.... Animo, monta.... È un favore che non meriteresti perchè non ti lasci veder da un secolo.

La signora Clara, che aveva molta stima e molto affetto per Giorgio e avrebbe voluto salvarlo dalle civetterie della nipote, rinnovò le sue obbiezioni.

— Lo faremo star male e staremo male noi.... E probabilmente egli avrà da lavorare.... E sarà aspettato a colazione da suo padre.

— No, — disse il giovane. — Oggi mio padre non fa colazione a casa.... È a Frascati, da un collega.... Voleva che ci andassi anch'io, ma mi seccava.... Capisco che sono più orso di lui.

— Dunque non ci son scuse.... Si spicci, signorino.

Giorgio esitava.

— Non vorrei dar un dispiacere alla zia Clara.