La stessa signora Clara, benchè fosse stanca, espresse il desiderio che si tirasse innanzi fino a Sant'Agnese.
— Ormai siamo in ballo, — ella disse. — A Sant'Agnese riposeremo.... E poi, se Dio vuole, prenderemo una carrozza o il tram, e torneremo a casa.... Sarà una gita da ricordarsene per un pezzo.
— Se davano retta a me, — borbottò Brulati, — a quest'ora saremmo a Roma.
— Invece di dir cose inutili, — replicò la Mariannina, — lei dovrebbe affrettare il passo e precederci a Sant'Agnese per ordinar la colazione.
— Non mi comprometto.... Se viene anche lei per assistermi coi suoi consigli....
La ragazza accennò negativamente col capo.
— Non vengo. È troppo brontolone.
La signora Clara osservò che Sant'Agnese non doveva esser lontana e ch'era meglio arrivarci tutti insieme.
— Già farete colazione voi altri.... In quanto a me, non ho fame, e mi basterà bevere una tazza di tè caldo.
Camminarono in silenzio per un buon quarto d'ora. In prossimità di Sant'Agnese furono raggiunti da una vettura di rimessa, chiusa, a un cavallo, guidata da un cocchiere vestito di nero, col cappello a staio.