Moncalvo s'era tirato sul ciglio della strada per lasciar passare il gruppo che s'avanzava al buon trotto; ma qual fu la sua meraviglia quando una delle cavallerizze, e precisamente quella che gli era parsa la più bella e la più giovane, fece un gesto festoso di riconoscimento e si staccò dagli amici gridando forte:

Go on; I'll soon be with you.

Indi la stessa voce, rivolta a lui, continuò in perfetto italiano:

— O Giorgio.... non si conosce?... non si saluta?

La bella incognita si chinò sulla sella e, tenendo la manina inguantata, soggiunse con un lieve accento d'impazienza:

— La Mariannina, via... Tanto ci vuole?...

Finalmente Giorgio Moncalvo la ravvisò.

— Mariannina!... Scusi.... È tanto mutata....

— Ma che scusi?... Ma che cosa significa quell'è tanto mutata?... O che mi daresti del lei!

Egli arrossiva, balbettava, stillandosi invano il cervello per mettere insieme due parole, umiliato al pensiero della misera figura che egli faceva con questa cugina non riveduta da sett'anni; ella però seguitava a sorridergli incoraggiante, benevola, paga dell'ammirazione ch'ella sentiva d'avergli inspirata.