— Adagio, adagio! — disse il prudente marito, facendo con le mani il gesto di chi vuol fermar qualcheduno. — Che su questo punto si debba transigere per la Mariannina, lo ammetto.... Se il battesimo è per lei condizione sine qua non di un gran matrimonio, lasciamo pure che si battezzi.... Ma altro è la Mariannina, altro siam noi.

La signora Rachele storse la bocca con una smorfia di persona disgustata.

— È la prima volta che ti vedo così attaccato alla tua religione.

Gabrio Moncalvo sorrise con aria di compatimento.

— Io non sono attaccato nè alla mia, nè a quella degli altri, ma appunto per questo non sento neppur bisogno di convertirmi.

— Io invece quel bisogno lo sento, — esclamò con impeto la signora Rachele. — Sento che porterei nella nuova fede tutto l'ardore della neofita.

— Anche questo è possibile, — dichiarò placidamente Moncalvo. — E sarebbe una bella seccatura in famiglia.... Ma persuaditi pure che, quale pur fosse il tuo zelo, esso non basterebbe a far dimenticar le tue origini.... Tu ed io, nonostante il gran lavacro, saremmo sempre considerati quelli di prima.

La signora Rachele faceva dei segni negativi col capo.

— Padronissima di negare.... Io ti ripeto che la nostra posizione sociale non muterebbe d'una linea, nemmeno presso gli Oroboni.... nell'ipotesi che quel don Cesarino diventasse nostro genero.... Sì, sì, se credi che l'aver per genero un principe ti darebbe diritto di cittadinanza nella loro società, t'inganni a partito.... Ebrei o cattolici, liberali o codini, noi seguiteremmo ad esser per loro d'una razza inferiore.... accarezzati forse nei giorni in cui si deve ricorrere alla nostra borsa, invitati ai loro ricevimenti ufficiali, ma guardati sempre d'alto in basso.... Ecco quello che guadagneremmo dall'aver nostra figlia principessa.

— E se fosse così (ch'io non lo credo), — domandò inquieta la signora Rachele, — vorresti mettere ostacoli alla felicità della Mariannina?