Senza dir motto, ella fece un segno affermativo col capo.

— Ebbene, principessa, — cominciò il prete con la sua voce piana ed insinuante, — io comprendo lo stato del suo animo e son qui per ricevere le sue battiture.... Ma non le è mai venuto in mente che in questa che lei crede un'opera del demonio....

— Proprio così, — biascicò donna Olimpia.

— .... non le è mai venuto in mente, — proseguì monsignore, — che ci sia invece un disegno alto della Provvidenza?... Permetta.... Io non sono che uno stromento.... Permetta.... Poco più d'un anno fa, quand'era manifesto che la Banca d'Italia era decisa a realizzare il suo credito e si batteva invano a tutte le porte per evitar la catastrofe finanziaria, conoscevo io forse il commendatore Moncalvo?... E quando, andata in fumo ogni speranza di ricco matrimonio, pareva che don Cesarino volesse chiudersi in un convento, sapevo io forse che questa Mariannina esistesse? Ed ecco che, circa in quel tempo, la famiglia arcimilionaria viene a stabilirsi a Roma, viene ad abitare dirimpetto al palazzo Oroboni, ed io, per mezzo del conte Ugolini Ruschi, entro in rapporti col commendatore Gabrio, che mi dà subito cinquemila lire pel nostro Asilo, e mi presenta alle sue signore cortesi, munifiche, sempre disposte a largheggiar coi miei poveri, sempre piene di deferenza pel cattolicismo, per la Chiesa, pel papato....

— E voi le credete sincere? — interruppe la principessa. — Hanno l'eresia nel sangue.

— Sono cresciute nell'indifferentismo, — corresse monsignore, — come molte di queste famiglie israelite dell'Occidente.... Si sono staccate dalla loro religione e non sanno risolversi ad abbracciare la nostra. S'illudono di poter vivere senza religione alcuna.... Ma sono meno impreparate di quello che si pensa ad accoglier la verità della fede....

A un gesto dubitativo della sua interlocutrice, don Paolo si infervorò di più nel discorso.

— Senza questa persuasione intima, profonda, non mi sarebbe balenato in mente il disegno che, con l'aiuto del cielo, spero di condurre ad effetto.... Noti, donna Olimpia, noti le coincidenze che non possono dipendere unicamente dal caso.... Don Cesarino vede questa signorina Moncalvo dalla finestra, la osserva, egli che aveva il ribrezzo della femmina, va di sera alla chetichella nella torretta del giardino per tentar di penetrare con l'occhio nella camera di lei, per tentar di coglierla al passaggio dietro i vetri, dietro le tende; e nello stesso tempo la giovine ha una curiosità acuta di conoscere i segreti di questo recinto, di visitar questo palazzo, d'incontrarsi con quelli che lo abitano e ch'ella scorge appena di lontano in mezzo alle macchie d'alberi....; e intanto di pieno accordo coi genitori s'interessa alle nostre opere pie, partecipa alle nostre beneficenze, viene nei nostri ospizi, ammira la potente organizzazione della carità cattolica, influisce.... badi, donna Olimpia, influisce sul padre per disporlo favorevolmente all'operazione finanziaria che salverà dalla rovina la famiglia Oroboni.

— Oh, don Paolo, don Paolo! — esclamò la principessa. — Non capite.... è naturale, non potete capire — (e in queste parole c'era un'allusione alle umili origini del sacerdote) — quale mortificazione sia per me il sapere che le nostre miserie furono discusse in quella casa, che riceveremo l'elemosina da quella gente....

— Principessa mia, — disse monsignore, — alla fine dei conti gli Oroboni avranno dato più di quello che ricevono. E senta se non ho ragione di trovare in tutto ciò la mano della Provvidenza? Il primo cenno a un possibile matrimonio non l'ho fatto io.... È stata la signora Rachele Moncalvo.... molto timidamente.... come per tentare il terreno.... Io la guardai attonito. «Lo so, — ella disse, — il maggior ostacolo è la religione.... Ma se non fosse che quello! Sarò beata il giorno in cui mia figlia avrà preso il battesimo».