—Oh, non è un colpo improvviso… Già le vostre lettere erano un avvertimento…
—Le mie lettere?… Che vi scrivevo?—ella esclamò sgomentata.
—Non erano le vostre lettere d'una volta—egli replicò—le vostre lettere belle, serene, trasparenti come l'anima vostra, come la vostra fisonomia… Nell'aprirle tremavo… Sentivo che qualcheduno s'era posto fra noi… sentivo che non mi dicevate tutto… Era meglio non dirmi nulla… o dirmi tutto… Già, anche lontano, le indiscrezioni arrivano…
—Quali indiscrezioni?—ella balbettò con un filo di voce. Capiva che la sua domanda era sciocca, ipocrita quasi, capiva che la confessione schietta, sincera, era la sola degna di lei… e pur nell'istante decisivo gliene mancava il coraggio.
—Oh!—fec'egli, alzando lentamente gli occhi in cui tremolava una lacrima—gli amici zelanti non mancano mai… nemmeno a chi vive solo e sdegnoso.
Vergalli raccolse tutte le sue forze per un'interrogazione suprema.
—Dite la verità, Teresa, quell'ufficiale l'avete amato?
Dio, Dio, che momento terribile per la Teresa!… E che poteva ella rispondere, ella che, prima e dopo della partenza di Guido di Reana, aveva invano rivolto un'identica domanda a sè stessa? Era amore quello che l'aveva spinta in braccio di Guido?… E se non erano amore quei baci, quelle carezze ricambiate, che cos'erano mai? Come scusare se non con l'amore quell'assoluto abbandono di sè?
Ella taceva.
—Oh!—proseguì Vergalli nell'angoscia di quel silenzio rivelatore.—Io dicevo: Il mondo è tanto cattivo… è così pronto a giudicar dalle apparenze… Li avranno visti insieme;… egli, come accade sempre alla sua età, le avrà fatto la corte; ella, trattandosi d'un ragazzo, avrà preso la cosa in ischerzo, e la gente, che trova una voluttà perversa a straziar le migliori riputazioni, si sarà affrettata a concludere: Ah finalmente, anche lei, la irreprensibile, la purissima, anche lei ha un'amante… Questo io mi dicevo…. E dicevo anche: Ne rideremo insieme…