Si coricò, spense il lume ch'erano circa le tre.
Verso le otto sonò il campanello.—Fa bel tempo, non è vero?—ella chiese alla cameriera.
—Bellissimo—rispose la Luisa, aprendo le imposte. Il sole irruppe trionfalmente nella stanza, e infrangendosi sulla spera dell'armadio mandò un fascio di raggi sul letto.
—Abbassa le tende—disse la signora, mentre si faceva schermo con la mano. E soggiunse:—Mi porterai il vestito grigio di lana e la mantellina solita….
—Esce?
—Sì, per le nove voglio esser pronta. Passerà la contessa Orfei a prendermi. Le risparmierò le scale.
S'era decisa lì per lì, nell'inquietudine di quella notte insonne.
—Le farà bene a uscire—notò la Luisa.
La Teresa ebbe una scrollatina di spalle.
—Sì, creda pure—insistè la cameriera—ha bisogno di moto…. anche per dormir meglio…. perchè non dorme, questo si vede.