—Uno dei mille è un'iperbole, lo so…. Ma la frase non è mia. A ogni modo, è noto urbi et orbe che tra Venosti Flavi e la Marvesi ci fu del tenero.
—Sarà…. Per me….
—E il barone—continuò la loquace contessa—ha fatto anch'egli il suo bravo regalo…. un cofano d'ebano con intarsi d'avorio…. bellino tanto…. Tutti i…. soci hanno regalato qualche cosa. Viani un lampadario di Murano, Terenzi un servizio da tè di porcellana di Sèvres, Faroglio un paravento giapponese, di Frasca una cartella con l'occorrente da scrivere, rilegata in pelle di bulgaro con borchie d'argento, Castellini….
—S'è morto?
—Non conta…. S'è fatto rappresentare da sua moglie…. È un comble…. La vedova Castellini ha creduto d'interpretare il desiderio del suo indimenticabile defunto mandando una lettera patetica e dei fiori…. molti fiori. Figurati i commenti!
—E non c'erano altri regali?
—Sì, sì…. una quantità…. Il marito, i figliuoli, gli amici…. E poi una poesia dell'abate Visiani…. degna di lui…. E tanto basta.
—Quella Marvesi è nata sotto una buona stella—notò la Valdengo.
—È un fatto…. Per lei c'è indulgenza plenaria…. Io non ho sulla coscienza la metà di quello che ha lei, e nondimeno ho un'assai peggiore riputazione…. Non dico di mio marito ch'è un angelo….
La Orfei inviò con la mano un bacio all'indirizzo dell'angelo e proseguì:—Non dico di mio marito, ma mia suocera, fin ch'è vissuta, e le mie cognate e tante mie carissime amiche mi han tagliato i panni addosso senza misericordia…. Perchè questa ingiustizia?… E anche tu, povera santa, per un'unica leggerezza, rischi di trovar dei giudici arcigni…. Ma coraggio, sai…. Io ti difenderò sempre.