Venosti Flavi assunse le parti di confortatore.

—Coraggio, via, Vergalli…. Le volevate un gran bene, lo capisco, e beata lei se si fosse appoggiata interamente a voi…. Ma, in fine, bisogna farsi una ragione.

—Per me era una santa—gemette il conte.

—Aveva molti buoni numeri, non lo nego—disse il barone commendatore—e mi guardi il cielo dall'esser troppo severo con lei per questo suo fallo, di cui, se non c'erano le conseguenze, non si parlerebbe neanche più…. Pare impossibile, certe disgrazie non accadono che alle donne oneste…. Non è mica giusto il proverbio che chi va al molino s'infarina…. Oh sì!… Ne conosco io di quelle che dovrebbero essere infarinate fin sopra gli occhi, e invece….

Accorgendosi che le sue spiritosità non erano gustate da Mario, il barone mutò argomento.

—Meno male che i preti fanno finta d'ignorare il suicidio, e avremo il funerale religioso…. Questo l'ho ottenuto io….

—Grazie per lei…. Io sarei stato un cattivo negoziatore….

—Diamine!—esclamò Venosti.—Il funerale puramente civile sarebbe un comble…. Della religione si può averne o non averne, ma le forme vogliono essere rispettate…. Sarà per doman l'altro mattina, alle nove…. Mah!… Chi lo avrebbe creduto?… Domani stesso, all'una, verrà qui il pretore per l'apertura del testamento.

Il barone guardò l'orologio, e tentennò il capo con l'aria seccata d'un uomo che vede alterate tutte le sue abitudini.

—Ebbene—egli soggiunse rizzandosi in piedi e raccogliendo i guanti e il cappello—qui non resta che andare a letto. Ho i giornali della sera. Ne volete uno o due?