Vergalli fece segno di no.

—Buona notte, allora. Qualunque cosa vi occorra non avete che da sonare…. Di là ci sarà sempre qualcheduno alzato. Ho dato anche ordine di non lasciar spegnere il foco in cucina pel caso che quelle donne—e accennò alla camera della nipote—avessero bisogno di un caffè… Ma voi se aveste giudizio andreste a riposare a casa vostra, nel vostro letto…. No?…. Fate come vi piace…. Buona notte.

Di nuovo Mario Vergalli era solo; solo nel salottino della Teresa. Dio, Dio! E non più tardi di ieri ell'era lì, seduta accanto a lui, ed egli la rivedeva nel suo pensiero, così dolce, così triste, così sofferente. Ed egli aveva osato esser brutale nel linguaggio e nei modi con la poveretta; aveva potuto lasciarsi trasportar dall'ira, dalla gelosia, dal cieco impulso dei sensi! Mai, mai egli dimenticherebbe quelle parole ch'ell'aveva pronunziate con voce fioca e tremante, le ultime quasi ch'egli aveva udito da lei: «Voi, Mario, voi mi costringereste a chiamar la mia cameriera?…» Poco dopo, ell'era svenuta; la gente di servizio era accorsa; a lui s'era squarciata una benda dagli occhi, ed egli era fuggito via come un pazzo…. Non per questo ella s'era data la morte; pur quella era stata forse l'ultima goccia che aveva fatto traboccare il vaso…. E perchè aveva egli indugiato tanto a tornare? Troppo tardi il suo biglietto era giunto nelle mani della Teresa, troppo tardi per ricompor l'equilibrio nella mente sconvolta, e per ritrarla dal passo disperato…. E perchè, iersera, venendo da lei, non aveva egli insistito per entrar nella camera, per svegliarla, s'ella dormiva, per parlarle a ogni costo?… Un amante giovine non avrebbe esitato…. Oh triste, triste la saviezza dei vecchi!

E a che ora aveva ella bevuto il veleno? Certo dopo le 10 e mezzo, ch'era l'ora indicata in cima del suo poscritto, ma certo anche prima di mezzanotte, stando al giudizio dei medici che l'avevano vista fra le otto e mezza e le 9, e avevano trovata già completa la paralisi cerebrale…. Ahi, ahi, egli pure l'aveva vista contemporaneamente a loro, chiamato a casa Valdengo da un appello pressante. Giaceva ella supina, nella sua vestaglia di lana che la copriva fino ai piedi, con la testa arrovesciata sul guanciale, coi bei capelli castani sciolti in parte e ricadenti sugli omeri, con gli occhi aperti, vitrei, senza sguardo. Sulla fronte, sulle guancie, agli orecchi, alle mani, apparivano delle chiazze rossastre, il petto ansava, un rantolo usciva dalla bocca semichiusa.

—Teresa!—egli aveva gridato, stringendo nelle sue quelle mani già quasi fredde—Teresa, Teresa!—Ma non un muscolo del caro viso s'era contratto, non un lampo d'intelligenza era passato sulle pupille immobili….

—Almeno non soffre più—affermavano i medici…. Verso le dieci era spirata.

Placida era stata l'agonia, placida la morte; ma chi sa quanto ell'aveva patito in principio, allorchè la coscienza non era spenta e l'organismo vigoroso lottava per la propria conservazione? Questo i medici non s'attentavano di negare; dicevano solo:—Non sarà stato per molto tempo.—O chi li misura gli istanti del dolore?… Dio, Dio! E forse s'era pentita, forse aveva invocato aiuto, forse coi pronti soccorsi sarebbe stata salvata!… Nessuno l'aveva intesa, nessuno!

Sciagura all'infame ch'era stato cagione di tutto! Potesse la sua nave sfasciarsi, potess'egli, lontano alla patria, alla madre, esser ingoiato dall'onde, esser fatto a brani dai pesci.

Ecco, circa un mese addietro egli portava in giro per quelle stanze la sua figura scialba di damerino, la sua vanità soddisfatta, sedeva su quei mobili, susurrava nell'orecchio della Teresa le parole insidiatrici, stendeva la mano all'impure carezze…. Come s'era ella lasciata prendere al laccio?

Era per Vergalli un troppo intollerabile strazio il fermarsi su questo pensiero, ed egli cercava, quasi balsamo alla ferita, la lettera ultima della Teresa, quella lettera piena d'ineffabile tenerezza ovv'ella confidava a lui i suoi desiderii più intimi, e a lui chiedeva perdono, e lui proclamava il migliore de' suoi amici…. La cercava, la tirava fuori della busta sgualcita, e benchè, in quella luce fievole e incerta, i suoi occhi annebbiati non riuscissero a decifrarne una riga, solo a vederla, solo a palparla, sentiva nell'anima un'amara dolcezza. Era sua, ben sua, la donna che, sull'orlo della tomba, gli aveva scritto così.