Crudele ironia! Era sua unicamente perchè era morta.

In queste alternative di dolore pacato e di spasimo delirante Mario Vergalli passò gran parte della notte. Tre volte egli s'accostò all'uscio della camera della Teresa, vinto dal bisogno di dar un estremo saluto alla diletta estinta, tre volte gli mancò il coraggio e la forza d'entrare.

Appunto dopo il terzo inutile tentativo egli s'era lasciato ricader sulla sedia velandosi la faccia col fazzoletto, quando la Luisa, che insieme con la cuoca vegliava la sua padrona, spinse adagio adagio i battenti dell'uscio, e sporgendo la testa disse:

—È lei, signor conte?

Egli trasalì.

—Che c'è?

La Luisa, anch'ella pallida e sfatta, s'avanzò di alcuni passi e soggiunse:

—In una saccoccia della vestaglia della povera signora…. quella che aveva addosso e in cui vuol essere seppellita…. abbiamo trovato una carta….

—Qual carta?—balbettò Vergalli.

—Questa.