Il barone estrasse di tasca un astuccio pieno di sigarette e ne offerse una al sottotenente.

—La ringrazio—disse di Reana—ma dopo un'infiammazione di gola il medico mi proibì di fumare… e poi… vado via.

Come chi prende una risoluzione eroica, si alzò di scatto dalla seggiola, e porse la mano alla Teresa.

—Buona sera—rispose questa, ricambiando la stretta in modo da lasciargli comprendere che gli era grata del sacrificio.

Di Reana la interrogò con lo sguardo; ella fece un gesto che significava:—Siamo intesi. A domani.—Indi sonò il campanello.

L'ufficiale salutò freddamente il commendatore Venosti Flavi ed uscì.

VII.

—L'ha avuta ora questa malattia di gola, il signor di Reana?—domandò lo zio alla nipote con una punta d'ironia.

—No, perchè?

—Perchè l'ultima volta che lo vidi da te fumava.