Ma la gentilezza della sua natura equilibrata riprese tosto il disopra, e la vinse di nuovo un senso di compassione, di tenerezza per quel fanciullo a cui la voluttà si mutava in pianto e ch'era sincero oggi nel suo dolore come sarebbe stato sincero domani nel facile oblío.
—Scegli male il momento per dire ch'io ti detesto—ella notò con dolcezza, abbandonandogli la mano ch'egli afferrò e coperse di baci.
—Hai ragione, sempre ragione—egli singhiozzava.—Così sciocco devi trovarmi… così inferiore a te…
—Zitto, Guido, sii buono—ella riprese con quel tuono materno che inconsciamente adottava talvolta parlandogli—aiutami piuttosto a veder se ho dimenticato qualche cosa… No, che fai?
—Se devo guardare, bisogna pure ch'io sollevi alquanto la tenda…
Io… così… non ci vedo.
Ella che aveva già il cappellino in testa si tirò indietro vivamente.
—Ma se dirimpetto non c'è che un muro sgretolato!—disse l'ufficiale mentre perlustrava ogni angolo della stanza.
Era vero; la casa che sorgeva dall'altro lato della calle non aveva, in quella parte, nessuna finestra. Tuttavia, ora che la luce era penetrata nella camera e ne metteva in mostra il disordine rivelatore, la Teresa vi si trovava a disagio.
—Non cercar più oltre… non ci sarà più niente.
—C'è una forcina dorata—disse Guido—questa la tengo io.