Nel richiuder per l'ultima volta la porta di strada, Guido di Reana si stupì di non provar un'emozione più forte. E lungo la via che pure per l'ultima volta lo conduceva dalla Teresa Valdengo, egli non poteva a meno di chiedere a sè stesso se fosse veramente quello di poco fa. Aveva i sensi tranquilli, lo spirito calmo; non avvertiva i segni precursori di nessuna tempesta all'idea della separazione imminente. Alla Teresa pensava con benevolenza affettuosa, con gratitudine anche; ma nulla più. Non lo turbava il rimorso; perchè doveva averne? Aveva forse sedotto una fanciulla inesperta? E di fronte al dolore ch'egli recava oggi a quella donna partendo non le aveva forse dato qualche dolcezza? Non l'aveva inebbriata di voluttà? Non aveva fatto rifiorire per poco la sua gioventù?… E poi, ell'era tanta ragionevole. Non s'era mai illusa sulla durata della loro relazione, nemmeno quando s'illudeva lui… Che differenza dall'altra! L'altra era una mala femmina, non paragonabile a questa; ma che affar serio era stato per lui lo staccarsene! Quante minacce, quante preghiere, quante lacrime! È vero che poi s'era quetata…. a forza di danaro; ma Guido di Reana rammentava i gran brutti momenti passati sotto l'incubo di uno sproposito, di una disgrazia… Ed egli stesso doveva convenire che l'addio supremo gli era costato molto più di quello che non fosse per costargli l'addio di questa sera.

X.

La Teresa s'era mutata vestito. Allorchè Guido entrò nel suo salottino ella indossava un abito color avana ch'egli non le aveva ancora visto.

—Fa fresco stasera—ella disse.

—Ti pare?

—Fors'è un'impressione mia… O forse avrò preso freddo in gondola.

—Ti senti poco bene?—egli domandò con sollecitudine.

—No… Ho tirato fuori la roba più pesante, ecco tutto…. Siamo alla fine d'ottobre.

La cameriera venne ad annunziare che la minestra era scodellata.

—Andiamo—disse la Teresa. E prese il braccio del suo commensale.