—Eh sì—disse Guido.—La Matilde era appena svezzata, e Cecchino portava ancora le gonnelle.
—Ed ella—ripigliò la Teresa—non s'è sgomentata della responsabilità che le cascava addosso… Ha preso coraggiosamente le redini della casa, ha educato i ragazzi… Brava, brava!
Indi ella volle che l'ufficiale le parlasse dei suoi due fratelli e delle sorelle; tutti minori di lui…. Che temperamento avevano? Che inclinazioni? Gli somigliavano? I maschi erano studiosi? Che scuole frequentavano?
—Se accettavi l'invito, facevi ampia conoscenza con l'intera famiglia—osservò di Reana.
—No, no, non mi movo dal Veneto per quest'anno.
—La mamma avrebbe avuto tanto piacere di vederti…
—Anch'io di veder lei. Ma sarà per un'altra volta… E chi sa ch'ella stessa non abbia occasione di venir nell'Alta Italia.
—Ah, non è probabile… Troppi doveri la tengono laggiù… E poi è invecchiata… Mostra più della sua età.
La Teresa, sospirando, rifletteva che fors'era meglio così. Meglio la vecchiaia precoce che la gioventù prolungata oltre il tempo… Quella almeno ci difende delle tentazioni… E i figli, che àncora di salvezza!
Guardando, di là dai vetri, la luna che discendeva sull'orizzonte, la Teresa pensava che anch'ella avrebbe potuto avere un figliuolo di poco minore di Guido di Reana… avviato forse nella stessa carriera, imbarcato forse sullo stesso legno col grado di guardia marina. Ah se quel figliuolo ci fosse stato, come diversamente sarebbero andate le cose!