E continuava:—Non è meglio lasciarci senza spasimi, come due che piegano il capo dinanzi al destino?… Addio, Guido, sii felice…

—Mi congedi… già?

Ella gli mostrò l'orologio che segnava le undici. E infatti dai campanili di San Marco, di San Zaccaria, di San Giorgio gli undici rintocchi vibravano, si rispondevano nel silenzio della sera.

—Oh Teresa mia!—proruppe Guido, vinto da un'emozione sincera. E se la strinse al petto.

La Teresa appoggiò un istante la testa sulla spalla di lui; quindi svincolandosi si passò la mano sugli occhi e mormorò con un mesto sorriso:—Vedi che i miei occhi non sono asciutti.

—E i miei?—egli disse, reprimendo un singhiozzo.

Tentò nuovamente di attirarla a sè; ella lo tenne lontano.—Addio…
Ricordati…

—Sempre, sempre… Ti scriverò…

Con un movimento subitaneo ella corse al campanello e premette il bottone.

—Perchè chiami?