—Badi, badi—ammoniva il giardiniere.
Piero si stringeva nelle spalle.—O che cosa sarà?
Di sotto un pergolato, sbucò, abbaiando festoso, Moro, il vecchio cane da guardia, che s'era ammansato con gli anni e ormai non si teneva più alla catena.
Con l'ombrello il giardiniere difendeva la signora dalle dimostrazioni troppo calorose di quella bestia fradicia e impillaccherata. Ma Moro, sfidando le busse, tornava all'assalto, fin che la Teresa n'ebbe compassione e disse:—Tanto mi devo mutare da capo a piedi.—Indi lisciò con la mano il pelo del povero animale che dopo quella carezza si tirò indietro da sè, tutto contento.
Venne poi il turno delle faraone, dei fagiani e degli altri bipedi da cortile, che vivevano in un loro speciale recinto, diviso in compartimenti minori e protetto da una rete metallica. C'erano i giovani nati negli ultimi mesi, ma c'erano pure gli anziani, che la Teresa aveva nutriti in primavera e che ora al noto richiamo uscivano dalle loro casette di pietre o di legno e si accostavano alla rete di ferro allungando il collo e girando intorno i tardi occhi incantati.
Benchè diguazzasse nella mota, la Teresa passò in giardino oltre un'ora, e fu l'ora più lieta delle giornata. Ben altra tristezza l'invase nel suo salottino, davanti al caminetto acceso, mentre la luce si faceva sempre più scarsa e di là dalle portiere la pioggia insistente cadeva, rimbalzando; sul selciato del marciapiede…. Due volte prese un libro, due volte lo rinchiuse svogliata sulle ginocchia… E si pentiva di aver lasciato la città… Poichè v'era rimasta tanto, poteva ben rassegnarsi a rimanervi anche per quello scorcio d'autunno. Non doveva a ogni modo mettersi in viaggio con un tempo simile… E come non aveva pensato a invitar qualcheduno che le tenesse compagnia? Mai, dalla morte di suo marito in poi, mai non era stata così sola in villa. Ella passò in rassegna rapidamente le amiche, le parenti a cui avrebbe potuto scrivere… Due figliuole d'una sua cugina di Vicenza s'erano sposate da pochi mesi ed erano andate ad abitare lontano… Un'altra discepola, ch'era caduta in basso stato dopo un matrimonio infelice e vegetava tristamente in un paesetto del Polesine, era cagionevole di salute, e aveva la cattiva abitudine di ammalarsi di bronchite ogni anno ai primi freddi; a chiamarla adesso c'era il pericolo di vederla infermare in casa… Di qualche altra si sapeva che in quella stagione avanzata non sarebbe venuta… E in fine, riflettendoci, dal momento che la Teresa voleva rimaner pochi giorni soltanto, era inutile aver ospiti. A non averne, c'era il vantaggio di poter a proprio talento prendere il treno di ritorno. E così realmente ella decise di fare se il domani era pari all'oggi.
La sera capitarono il medico, il segretario comunale, l'organista, che suonava abbastanza bene il pianoforte e col quale ella ripassava talvolta un po' di musica. Esprimevano tutti il rammarico ch'ell'avesse tardato così a lungo a venire, perdendo un seguito di belle giornate come non se n'erano viste da un pezzo. E mancando lei era mancato molto al paese…. Sì, la sua casa era il luogo di riunione preferito dei villeggianti; vi si era ricevuti con tanta cordialità; si facevano alle volte quattro salti in famiglia… oh, ell'avrebbe sentito domani le querimonie della Gebaldi, della d'Antoni, della Miliotti per non aver potuto ballare in quell'anno in causa dell'assenza della signora contessa…. Come se la prendevano con quei malaugurati ristauri della villa!
Alla Teresa, ch'era naturalmente in sospetto, pareva che nel linguaggio de' suoi interlocutori vi fossero dei sottintesi, delle reticenze: le pareva che le loro labbra si atteggiassero a un sorriso malizioso, quasi a dire:—Lo sappiamo che i ristauri non erano che una scusa, lo sappiamo per quali ragioni vi siete trattenuta a Venezia.
E invero, non era da presumersi che in un centro di villeggianti, ove le disposizioni al pettegolezzo sono alimentate dall'ozio, non si fossero ricamati dei commenti allegri sulla sua intimità con l'ufficialetto di marina… Purtroppo ella non aveva diritto di esigere che la si trattasse meglio delle donne le quali avevano o si supponeva avessero un'avventura galante.
—Del resto, la trovo bene, proprio bene—ripeteva Sauri, il medico, valendosi dei suoi titoli professionali per fissarla con maggiore intensità.—È guarita della sua insonnia?