Lungo la strada, la Teresa Valdengo pensò a ciò che avrebbe detto al dottore, a ciò che il dottore le avrebbe chiesto. Il suo nome, nè il vero nè il finto, ella non aveva bisogno di dirglielo; ma la natura de' suoi disturbi, ma i suoi dubbi, quelli certo non poteva nasconderglieli… se andava da lui appunto per questo. E c'erano tanti particolari ch'egli avrebbe voluto sapere, ch'egli avrebbe avuto il diritto di sapere. Ella non era obbligata a confessar ch'era vedova, ma d'altra parte una donna che vive in condizioni normali non s'avvolge nel mistero per chiarire un fatto così semplice, e se pur crede di dover sentire l'opinione d'un medico, non va in persona a casa di lui… lo chiama a casa sua, e se non è del paese, lo fa venire all'albergo. Onde, senza ch'ella glielo dicesse, egli avrebbe indovinato ch'ella aveva le sue ragioni per agire così… Pazienza!… A ogni modo, egli l'avrebbe creduta una forestiera, una francese, perch'ell'era deliberata di parlargli francese, e confidava che la sua pronuncia perfetta l'avrebbe tratto in inganno. Ma com'era doloroso per lei, per lei franca, schietta, leale, questa necessità di ricorrere a continui sotterfugi!
Il fiacre si fermò, il cocchiere saltò da cassetta.
—Piazza Beccaria?—chiese macchinalmente la Teresa.
—Sissignora, numero cinque—replicò il fiaccheraio. E l'aiutò a scendere.—Aspetto qui?
Ella fece un segno affermativo col capo ed entrò in un portone che aveva due grandi cariatidi ai lati.
Passando per la portineria ella domandò:
—Il dottor Boni?
—Seconda scala, a destra, primo piano—rispose dal fondo dei suo bugigattolo una voce irrugginita.
La scala, in quella giornata buia, era illuminata da una lampada elettrica. Un tappeto, alquanto logoro, ne copriva gli scalini. Dopo la prima branca, sul pianerottolo, c'era un sedile di velluto cremisi. Al sommo della seconda scala una porta s'aperse, forse per un segnale dato dal basso, e un servitore in livrea accolse rispettosamente la visitatrice e la introdusse in un'anticamera ove alcune donne aspettavano sedute. Nessuna si alzò, ma tutte fissarono con curiosità la nuova arrivata, dal vestito così elegante, dal portamento così signorile. Anch'ella sedette nell'angolo d'un divano e guardò le sue compagne di dolore. Erano quattro in tutte; due parevano popolane, giovani ancora, ma d'una giovinezza sfiorita dalle fatiche e dalle privazioni; d'una terza, incappucciata dalla testa ai piedi, non si avrebbe potuto indovinare nè l'età, nè la condizione; la quarta, all'aspetto, doveva appartenere alla piccola borghesia; mostrava una trentina d'anni, aveva la fisonomia dolce e malinconica di persona avvezza e rassegnata a soffrire; vestiva dimessa, ma non senza un certo decoro.
Si udì, dal di fuori, un rintocco di campanello, e gli occhi di quelle donne aspettanti si volsero tutti verso un uscio laterale, dissimulato da una pesante portiera di stoffa.