Di lì a pochi secondi il cameriere in livrea sollevò la portiera, e tenendosi immobile sulla soglia accennò alla Valdengo. Ella, ch'era l'ultima arrivata, girò gli occhi intorno dubbiosa; le altre mormorarono ostili. Ma il cameriere rinnovò il segno, ed ella si fece innanzi.

—Avanti, avanti—disse l'uomo, senza curarsi delle proteste.

—Perch'è una signora—borbottò stizzosamente la femmina incappucciata.

—S'intende… ungerà la ruota—soggiunsero le due popolane.

Solo la modesta borghese non aperse bocca, ma una lacrima silenziosa le inumidì la pupilla.

La portiera si riabbassò; la Teresa, sempre preceduta dal servo, percorse un andito breve, una delle cui pareti era fatta di cristalli appannati; un altro uscio si aperse ed ella si trovò al cospetto del dottor Boni in persona che la invitò cortesemente a sedere.

Ella lo aveva creduto vecchio e non era; poteva avere tutt'al più cinquant'anni. Aveva statura giusta, fronte spaziosa, barba e capelli appena brizzolati, occhi da miope, grigi, intelligentissimi… Ah quegli occhi quante cose dovevano aver visto, quanti segreti dovevano aver penetrato!

Ritto dinanzi alla sua cliente, egli la interrogava con lo sguardo. Ella, turbatissima in quell'ora decisiva della sua vita, aveva come paralizzata la lingua.

—Si ricomponga, signora—egli disse, sedendole accanto.—Desidera prender qualche cosa? Dell'acqua? Del marsala?

Ella fece segno che non aveva bisogno di nulla. E gli chiese: