Vous parlez français?

Il dottore rispose di sì, pur dubitando, nonostante il correttissimo accento, ch'ella si servisse d'una lingua non sua.

La Teresa intanto, sempre in francese, cominciò a descrivere i disturbi di cui soffriva da alcuni giorni.

Il dottor Boni l'ascoltava con attenzione benevola. Non lo imbarazzava la diagnosi del male di cui gli si esponevano i sintomi. Più difficile gli riusciva invece di farsi un'idea esatta della signora che ricorreva al suo consiglio. Non un'avventuriera, egli sarebbe stato pronto a giurarlo; anzi, secondo tutte le apparenze, una signora molto per bene che aveva qualche forte ragione per nascondere il vero esser suo; perch'ella non era francese, il dottor Boni avrebbe giurato anche questo; era italiana come lui, sebbene non certo milanese, non lombarda… Del resto, con un po' di furberia, gli sarebbe riuscito di scavar terreno. Ma egli era troppo pratico dell'arte sua da non sapere che la discrezione è uno dei requisiti più necessari del medico.

E le prime parole ch'egli le indirizzò quand'ella ebbe finito parvero più ch'altro intese a schermirsi dall'obbligo di pronunziare un responso assoluto.

—Niente di grave, niente che debba impensierirla… Fenomeni transitorî… naturali… Ma, scusi, lei resta assente per un pezzo da casa sua?

—Nossignore.

—Ebbene… quest'assenza io le consiglierei d'abbreviarla ancora…
La quiete sarebbe il migliore dei rimedi… La quiete ed il tempo…
Il suo medico, che certo la conosce a fondo…

—Mi perdoni—interruppe la Teresa Valdengo, e ormai la sua voce era ferma—io sono venuta da lei per sapere positivamente la causa del malessere che mi turba… Vorrei ch'ella me lo dicesse senza frasi ambigue.

Il dottor Boni chinò il capo rassegnato.