— Come?
— Or ora vi dirò. Accomodatevi.
Il capitano prese una sedia. — Non è la vostra camera da letto? — egli domandò, girando intorno gli occhi.
— No... è un salottino... dormo di là — rispose il Grolli in fretta, come se le parole gli scottassero la lingua.
— Cospetto! Siete in lusso ora — esclamò il Rodomiti. E soggiunse: — Su via, raccontatemi... Questo matrimonio?
Quando il professore ebbe narrato che la Gilda aveva reso a Mario la sua libertà e che Mario aveva accettata l'offerta, il capitano si lasciò scappare una serqua di vigorose esclamazioni, le quali finirono con una domanda ad hominem: — E voi?
— Io? Che cosa?
— E voi non avete data una buona lezione a quel bellimbusto che pianta la sposa perchè le è toccata una disgrazia?.. Oh lo so quel che volete dire... È stata lei... Grazie tanto... Ella non poteva fare altrimenti; ma un uomo che avesse avuto un filo d'onore non l'avrebbe presa in parola... Ah caro Grolli, se ero nei vostri panni, non l'andava a finire così... Gran che! Voi altri dotti non avete sangue nelle vene!
A questo punto il capitano con un brusco movimento ruppe la spalliera della seggiola e si alzò di scatto facendo tremare i vetri della camera sotto i suoi passi pesanti e poderosi.
— È dunque diventata un mostro questa Gilda? — egli ripigliò, dopo una breve pausa.