— Che c'è? — gridò il capitano.
— Niente... mi pareva di sentire odor di bruciato.
Il capitano Rodomiti non potè a meno di lasciarsi sfuggire una vivace esclamazione marinaresca che pose in fuga la signora Teresa; poi chiuse l'uscio per di dentro e tornò dal professore Romualdo.
— Questo — egli ripigliò, consegnandogli l'astuccio — è il medaglione che la signora Elena m'incaricò di portarle.
Vi fu un momento di silenzio. Il dottor Grolli aveva aperto l'astuccio e stava contemplando quel gingillo che aveva attraversato due volte l'Oceano e che gli ricordava sua madre.
— Ed ora — proseguì di lì a poco il capitano — non Le spiaccia esaminare questa nota. È scritta tutta di pugno della signora Natali, e contiene l'elenco delle monete da lei versate nelle mie mani il giorno della mia partenza. In tutto 2100 piastre d'argento, che io convertii qui in franchi 10,674 56, com'Ella vedrà su questo polizzino del cambiavalute. La somma è presso i signori Radice e Lupini, ove andremo a ritirarla più tardi. Lei è il tutore naturale e legittimo di sua nipote; dunque il danaro va pagato a Lei, ed Ella lo impiegherà nel modo che reputerà più sicuro e proficuo per la sua pupilla... Io non debbo e non voglio ingerirmene... Ma adesso, due parole schiette e leali fra noi... A giorni io parto per un lunghissimo viaggio... Vorrei lasciar Genova con la coscienza tranquilla circa all'avvenire della bambina... Anche noi lupi di mare siamo atti ad affezionarci a qualcheduno, e io ho preso a voler bene a questa figlioccia. Accampar diritti non posso: non ne ho; avevo degli obblighi e sto per esserne liberato... Ma con la franchezza del galantuomo che parla ad un altro galantuomo Le dico: l'ufficio che la signora Natali le assegna è grave, assai grave... Colto alla sprovveduta come fu, Ella non può averne ancora misurata tutta l'importanza... Se non si sentisse in grado d'incaricarsi della piccina, vedremmo insieme che cosa si potrà fare... Povera Gilda!... Ci pensi, ci pensi, signor professore.
Il capitano era visibilmente commosso; egli si chinò a raccogliere la sua pipa, l'accese e risollevò intorno a sè una nuvola di fumo.
— Capitano — esclamò il professore, che aveva ripreso i suoi giri per la stanza e che mal dissimulava la sua inquietudine, — prima di tutto, siamo ben sicuri che mia sorella sia morta?
— Non c'è dubbio, signore. Ella era già all'ultimo stadio della consunzione... Questione di giorni, di ore forse... Il corpo era sfatto, signor professore, ma l'anima era sempre d'acciaio... Ho visto pochi uomini andare incontro alla morte come ci andava lei... Ha sorriso persino nel separarsi dalla Gilda.
Il dottor Grolli abbassò il capo e stette muto alcuni secondi; poi disse: — Con la franchezza con cui mi ha interrogato, voglia pure rispondermi... Mia sorella manifestò mai il pensiero ch'io potessi sottrarmi al delicato incarico ch'ella mi affidava con la sua lettera?