— Ma se non c'è caso di farla mangiare — esclamò il professore desolato.

— Madonna mia! Come vuol che mangi se non le mette un paio di guanciali sulla sedia tantochè ella arrivi alla tavola?... Così... andiamo... Su, bimba, sta' composta... Già capisco.. il cucchiaio è troppo grande per la tua manina... Proviamo in questa maniera... Oh, va bene adesso... È buona la pappa, non è vero?... Come ti chiami?

— Gilda — rispose la fanciulla tra un boccone e l'altro.

Il dottore Romualdo guardò la sua padrona di casa con l'espressione della più grande maraviglia.

— Che ha, professore?... Gilda? Un bel nome, cara... Via, professore... non se ne stia lì impalato... Faccia qualche cosa... Annodi il tovagliolo intorno al collo della piccina... Oh, ma non sa far nemmen questo! E dicono che Lei è un brav'uomo... In questo modo si fa... E se è lecito — chiese la signora Dorotea, mentre dava l'ultima cucchiaiata alla Gilda — quando vengono a prenderla?

— A prender chi?

— La bimba...

— Nessuno deve venirla a prendere!

— Come!... Vuol tenerla seco?

— Per ora, almeno... È mia nipote.