Partito Mario, la Gilda non ebbe più motivo di scendere nel fondaco Albani, e le mancò in tal modo la principale fra le sue distrazioni. Le passeggiate con la signora Dorotea l'annojavano, il laboratorio chimico dello zio non bastava neppur esso a metterla di buon umore.
Il dottor Romualdo si sentì assalito da uno scrupolo di coscienza. Era possibile che questa fanciulla esuberante di vita crescesse sempre al fianco di lui e della buona ma uggiosa signora Dorotea? Nell'accettar la Gilda dalle mani del capitano Rodomiti non aveva egli implicitamente assunto l'obbligo di farne una ragazza a modo, atta a divenir col tempo una moglie saggia, una madre amorosa? E a raggiungere questo fine non era indispensabile di volger seriamente il pensiero alla sua educazione?
In forza di così savie considerazioni, una mattina del novembre 1864, il dottor Grolli accompagnava la sua pupilla nel miglior collegio femminile della città. La Gilda aveva allora sette anni e mezzo; era di viso bellissimo ed egregiamente proporzionata di membra. Chi la vedeva con quei suoi occhi scuri e vivaci, con quei suoi bruni capelli profusi, con quella sua aria di regina in miniatura, non poteva a meno di esclamare: — Che amore di bimba! — A ogni modo, inosservata ella non passava mai.
Quando le si annunziò che sarebbe andata in collegio, ella accolse la notizia con più curiosità che rammarico. Le dispiaceva separarsi dai suoi gatti, dai suoi cardellini, dalla sua bambola, e un po' anche dallo zio Aldo e dalla signora Dorotea, ma il fascino della novità soverchiava in lei gli altri sentimenti. In fin dei conti era ben giusto di uscire dal mondo piccino in cui era cresciuta fino allora, di veder visi diversi dai soliti, di contrarre amicizie con fanciulle della sua età. Onde, quand'ebbe varcata la soglia della sua nuova dimora e il professore si accomiatò da lei con un bacio, ella non tardò a rasciugarsi una lagrimetta, a fare il viso ilare e a seguir saltellando una giovane sotto-maestra che voleva presentarla alle sue condiscepole raccolte in giardino.
Egli invece, l'austero ed ispido uomo, poichè ebbe affidata la nipote alla direttrice del collegio, se ne tornò indietro oppresso da una malinconia di cui da gran tempo non provava l'uguale. Pensava alla solitudine della sua casa, alla noia di non veder davanti a sè altri che la signora Dorotea, di non sentir altre voci che quella di lei, così stridula e disarmonica. Negli ultimi tre anni aveva spesso invocato l'antica quiete; adesso l'antica quiete gli era restituita, ed egli non l'accoglieva senza sgomento. Le dita tenerelle della Gilda avevano fatto vibrare nell'anima sua una corda non per anco toccata, e la visione d'un mondo più ampio di quello dei libri, più ricco di colori e di forme, era apparsa fuggevolmente ai suoi occhi. Era la sua giovinezza che si svegliava, la sua giovinezza soffocata tra le formule algebriche e le analisi chimiche.
Ormai tutto era finito. Lo spiraglio da cui entrava come un soffio di primavera s'era chiuso, lo scienziato tornava a trovarsi a faccia a faccia con la sua scienza.
X.
Una domenica sì e una domenica no, dal tocco alle tre, i parenti erano ammessi a visitare le convittrici. Il dottor Grolli non mancava mai di venir a vedere in quel giorno la sua pupilla, quantunque questa spedizione gli dèsse da pensare per una settimana. Figuriamoci! Un uomo come lui, schivo d'ogni altro pubblico ritrovo che non fosse la sua Università, a trovarsi in mezzo a tanti babbi eleganti, a tante mamme splendide di gioventù e di bellezza, a tante ragazze vispe e leggiadre! Come ci stava a disagio, come tradiva il suo imbarazzo! Ed egli sorprendeva gli sguardi ironici che lo esaminavano di sottecchi, e coglieva a volo le risatine che gli scoppiettavano intorno, le parolette con le quali si canzonava il taglio del suo vestito, la goffaggine della sua persona, l'aspetto esotico del suo volto tutto barba e capelli. Nè avveniva di rado che alcuni sarcasmi slanciati contro di lui andassero a cader sulla Gilda.
Un giorno egli la vide movergli incontro peritosa, cogli occhi rossi.
— Che cos'hai, Gilda? — le chiese. — Hai pianto?