Egli diede un sobbalzo. — Sei tu Gilda? — Poi guardò dietro a sè, e il suo volto, che s'era composto a un sorriso, si atteggiò a un immenso stupore. — Chi è?...
In fondo, presso all'uscio, s'intese lo scoppio d'una risata.
— Non conoscete più vostra nipote? — chiese il capitano.
— Ma...
Il professore, riavendosi a poco a poco dalla sorpresa, si alzò da sedere, sollevò la candela fino all'altezza del viso della Gilda, e ripetè più volte — È possibile?
— Possibilissimo — rispose il capitano Antonio. — Il rubino è quello di prima; è cambiata soltanto la legatura... La Gilda esitava, ella mi ripeteva che lo zio ha dichiarato guerra a morte alle donne, e che ella non poteva sperare di vedersi trattata da lui con la solita intimità se non conservando le apparenze della fanciulla... Baie, io le risposi; faremo accettare al signor zio il fatto compiuto... O vuoi restare perpetuamente cogli abiti corti? Persuasa a mezzo, me la son condotta a Milano, e la ho fatta vestire a modo mio... Fu proprio a modo mio?
— No, per dire la verità... Tu sceglievi certe stoffe, certi colori...
— Non avrò buon gusto; già, quello lì, a bordo non si acquista... Io volevo un po' più di lusso... Ma questa signorina fu così modesta, così discreta... diverrà una valente massaja... Insomma, la guardi, signor orso, e vada superbo d'una così bella nipote (tùrati le orecchie, Gilda), e confessi che le donne non sono poi la più brutta parte della creazione... Santo Dio! Che bujo c'è qui dentro! — continuò il capitano, fregandosi un fiammifero sui calzoni e accendendo con quello una candela che era sul canterale. — Oh! così! Sono soddisfatto davvero... Brava madama... Come si chiama la fata?
— Madama Chaillon!
— Brava Madama Chaillon!