— Bisogna fermarsi qui, lontano dagli alberi — disse il professore, additando il cavo d'una rupe.

Intanto le tenebre si stendevano dappertutto, coprendo ogni lembo di cielo, nascondendo ogni vetta, invadendo la valle. Ma la tetra notte era squarciata da incessanti baleni, alla cui luce rossastra gli oggetti prendevano forme strane e paurose. Con un fracasso che superava lo strepito di cento battaglie, il fulmine correva da nube a nube e si precipitava dalle nubi alla terra, segnando di un solco mortale il tronco dei pini più elevati, sprofondandosi nella roccia. Cominciarono a cader di grossi goccioloni; quindi si rovesciò un torrente di pioggia fitta, gelata, impetuosa. La natura era terribile, la sua voce tonante copriva la voce dell'uomo. I nostri touristes si erano avvicinati istintivamente gli uni agli altri; ma non potevano scambiarsi una parola. Bensì, all'assiduo barbaglio dei lampi, la Gilda vedeva gli occhi di Mario e dello zio che la fissavano con pari sollecitudine; que' due uomini non erano inquieti per sè, ma per lei. Ella sorrideva ad entrambi per tranquillarli, e abbandonava la sua mano nella mano vigorosa del pittore. Talora, con un cenno del capo, ella additava il piccolo montanaro ch'era il meno intrepido della comitiva, e che le si era accovacciato ai piedi turandosi le orecchie coi due pollici.

Le cose durarono in tale stato per un quarto d'ora; poi il nembo principiò a rimettere della sua intensità.

— Oh! — disse la Gilda fra un tuono e l'altro. — Valeva la spesa di ricoverarsi sotto una rupe! Ho l'acqua fino alle midolle.

— Con un tempo simile si è più sicuri bagnati che asciutti — osservò gravemente il professore. — Franklin fece una preziosa esperienza. Con l'elettricità artificiale accumulata egli potè uccidere un topo asciutto, ma non riuscì a ucciderne uno ch'era bagnato. Quello che è certo si è che la temperatura dev'essere abbassata di parecchi gradi. Se non vien presto il sole, si gela.

— Un buon alpinista — ripigliò il pittore — deve aver sempre il farmaco indispensabile in queste occasioni.

Detto ciò, egli tolse di sotto alle vesti una fiaschetta impagliata che gli pendeva al fianco, e consigliò il Grolli a bevere un sorso del liquore che vi era contenuto.

— Che roba è? — chiese la Gilda.

— È cognac. Ne beverà anche lei.

— Sì, sì.