E una delle guide soggiunse: — Paion fatti l'uno per l'altra.

Il professore era alla finestra coi gomiti appoggiati al davanzale. La Gilda guardò in alto, sorrise allo zio, e lo salutò colla mano.

— Voglio raccontarle la storia di Van Dyck e di Miss Dolly Ruthwen — cominciò Mario.

— Oh bravo, racconti, racconti.

E la bellissima coppia si diresse verso la macchia d'abeti, ora preceduta, ora seguìta da Fulmine, che carolava sull'erba e prendeva fra i denti le pine cadute dagli alberi. Il professor Romualdo li accompagnava con lo sguardo.

Giunti al termine stabilito, Mario e la Gilda si avvicinarono di nuovo all'albergo.

— Sicuro — disse Mario, continuando la sua narrazione, — se Miss Dolly Ruthwen non avesse posato per lui, Van Dyck non avrebbe mai fatto uno dei suoi capolavori.

— E che avvenne poi? — domandò la ragazza.

— Fa bujo — gridò dalla finestra il professore.

— Un altro giro, un altro giro, e siamo con te.