— E suo padre?
— Oh! Egli non vede che per gli occhi di Mario.
— E fu ben compensato della sua cieca affezione! Poveri padri!
— No, no. Nè poveri padri, nè poveri zii — ella ripigliò con grazia... — Si vuol loro tanto bene... E poi noi conosciamo il fondo del loro pensiero meglio che non lo conoscano essi medesimi... Dio! Dio! Come leggo chiaro qui... qui, nel tuo cuore.
— Smetti, bimba — egli interruppe tra fastidito e turbato.
— Leggo in grandi caratteri — soggiunse ella senza badargli — queste parole esplicite e solenni: Desidero soltanto una cosa, che la Gilda sia felice... Non è vero, che so legger bene?
Un amaro sorriso sfiorò il labbro del professore, ma egli si ricompose subito. — Lasciami solo adesso, Gilda... te ne prego... ho bisogno di rimanere solo.
E appoggiando uno dei gomiti al bracciale della poltrona, nascose il volto nella palma della mano.
Ella accese lentamente la candela, s'avvicinò in punta di piedi allo zio e gli diede un bacio in fronte. Poi sguisciò via.
— È inutile che tu faccia il cattivo, zio Aldo.... Non ti credo.