Xe inutile, no i me credaria.... Combinazion. E nemmeno il suo cognome volle dirci; ci disse solo il nome che portava a Venezia, Zanze; a Londra la chiamavano Kitty. Ma, le chiese uno di noi, non aveva parenti a Venezia, non aveva nessuno? Col capo ella fece segno di no.... Tutti morti? Con uno sforzo visibile ella rispose che forse viveva ancora un suo fratello che viaggiava per mare.... Forse?... Non ne sapeva nulla di preciso? Non si scrivevano mai?... No.... Lu va per la so strada, mi vado per la mia — ella dichiarò, con una sua filosofia rassegnata.

Pur non aveva il cuore affatto indurito, e al ricordo della sua città natale si esaltava, si commoveva, gli orli delle sue palpebre s'inumidivano. Abitava in Cannaregio, faceva la perlera (l'infilatrice di perle). Le aveva sempre dinanzi agli occhi quelle fondamente piene di sole: San Girolamo, la Sensa, la Madonna dell'Orto. Quante volte le aveva corse e ricorse con le sue compagne, ridendo, cantando, facendo sonar le pianelle sugli scalini dei ponti! Quante volte nelle sere affannose d'estate s'era seduta sopra una riva a godersi il fresco e succhiar le fette d'anguria (cocomero) mentre i ragazzi si tuffavano a gara nel vicino canale!... Ah Venezia, Venezia!... Ella non poteva affacciarsi a quel Tamigi torbido e limaccioso senza volar con la mente alla sua laguna limpida come un cristallo e quieta come un olio, al Molo, alla Riva degli Schiavoni, alle Zattere, al Lido.... Avevano costruito un grande stabilimento di bagni a Santa Elisabetta di Lido, non è vero?... Ell'andava a San Nicoletto, ogni lunedì di settembre.... Le belle merende che aveva fatto colà, sotto il platano!... C'era ancora quel gran platano, c'era?... Perchè aveva sentito dire che tante cose erano mutate.... Già fin dai suoi tempi stavano lavorando intorno a una strada nuova, dove c'era la Calle dell'Oca.... E anche a San Moisè volevano aprire una via larga?... Ma la Piazza non la toccheranno mica?... Quella non si tocca.... Guai!

La Zanze mise un sospiro.... Le pareva che sarebbe morta contenta se, per un giorno, fosse potuta tornare nella sua Venezia.

Noi la interrogammo. Perchè non ci tornava? Non era poi un viaggio da spaventare.

Ella tentennò la testa. — No, no.

— Scommetto, — riprese de Giacomi supponendo che la maggior difficoltà venisse dalla spesa, — che duecento lire bastano, e ce ne avanza.

E poichè aveva le mani bucate per sè e per gli altri soggiunse: — Ecco, qui siamo in tre, e fino a duecento lire in tre ci si arriva.... Io per la mia parte son pronto; de' miei amici non dubito....

Giorgio Bussoli gli diede un pizzicotto per avvertirlo che forse egli aveva torto di non dubitare; ma prima che noi manifestassimo in modo più esplicito il nostro parere sull'atto di munificenza a cui eravamo invitati, la Zanze troncò la discussione: — Grazie, tosi, — e ci associava tutti e tre nei suoi ringraziamenti; — xe inutile; no posso....

Una nube s'era calata sulla sua fronte; una risoluzione dolorosa, inflessibile si leggeva nella sua fisonomia.

Ebbene, insisteva de Giacomi, s'ella non poteva adesso, avrebbe potuto più tardi; egli le avrebbe lasciato il suo indirizzo; ella gli avrebbe scritto, e per quello che le fosse occorso egli le rinnovava l'offerta.... anche in nome de' suoi amici.