E veramente il cavalier Flaminî aveva gli occhietti lustri, non si sa se per la commozione o pel vino. Egli vi passò su il fazzoletto, e riprese:

— La Rosa, più positiva di me, diceva: “O non hai pensato in che imbroglio saremmo se dovessimo contentarli tutti?„ Quest'era Vangelo; ma che colpa ne ho io se mi son sempre considerato il padre de' miei allievi?

Il signor direttore andava divagando; citava nomi, citava date, raccontava aneddoti che non avevano nulla a che fare con l'argomento; onde la signora Veronica si permise di rimetterlo in carreggiata. — Capisco; però l'essenziale si è che lei le sue ragazze le ha accasate tutt'e sei.

— Oh questo sì. — rispose il cavaliere rasserenandosi in viso; — e per merito della mia idea, per merito del Convitto.... La Luisa, la prima, è in Toscana e ha sposato un ex-convittore che ha campagne sue e mi manda del vinetto che vorrei aver qui; due ne ho a Milano, l'Ernestina e l'Amalia; i mariti sono in commercio; quello dell'Ernestina ha un deposito di vermut e altri liquori, in via Monforte 15.... roba scelta e prezzi di favore.... un bravo figliuolo, che in Collegio aveva una gran disposizione per la chimica.... anzi glielo raccomando se avessero da far provviste. La Maria abita a Torino; oh! quella è stata fortunatissima. Mio genero Ettore Giorgi è nipote del proprietario della ditta Fratelli Giorgi del fu Angelo, Fabbrica d'olî medicinali, in piazza dello Statuto N. 4.... Quando Ettorino era da noi, la sua casa ci forniva l'olio di ricino per il Convitto.... un olio che è un nettare.... La Bianca è lontana, pur troppo.... laggiù a Napoli, ove il suo sposo ha un posto in una redazione di giornale.... una testolina vulcanica, fin da piccolo; appassionato per la politica.... non mi meraviglierei di vederlo col tempo alla Camera dei deputati.... La sola ch'è rimasta con me è la Paolina.... Non per lagnarmi, ma con tanti aspiranti che ella aveva avuto, speravo che trovasse meglio.... Basta, questo mio genero.... del rimanente un ottimo giovine.... non aveva impiego, e l'ho nominato io professore nel mio Collegio; insegna la letteratura e la bicicletta; conduce a spasso i convittori.... adesso è con loro in una gita sui laghi.... Già io non ho maschi: prevedo che lascierò a lui la direzione dell'Istituto.... Una volta le cose avviate, non ci son difficoltà, e anche la croce di cavaliere, se il ministro non mi manca di parola, mio genero l'avrà più presto che non l'abbia avuta io.... Così va il mondo....

— E nipotini ne ha? — chiese il signor Nestore.

Il signor direttore allargò le braccia. — Crescite et multiplicamini.... Ho dieci nipotine.... È la viziatura materna.... Nella mia famiglia non nascono che femmine.... Per fortuna che c'è sempre il Collegio.

— Beato lei! — esclamarono i conjugi Ariani. Ma nella loro fisonomia appariva un profondo sconforto. Il metodo del signor direttore non aveva applicazione pratica per essi. Nè il Collegio-convitto Flaminî, nè alcun altro Convitto del mondo poteva ormai fabbricare un marito per la loro Tilde.

Anche sulla fronte del cavaliere s'era stesa una nube. Egli aveva la vaga coscienza d'aver parlato troppo, e guardava con aria di rimprovero la boccia vuota, come se avesse colpa lei d'esser stata bevuta.

A un tratto la signora Veronica tese l'orecchio e disse: — Mi par di sentire la voce della signora Rosa.

Il signor direttore arrossì, raccolse in fretta gli occhiali e se li accomodò sul naso, sforzandosi di riassumere l'aspetto grave e cattedratico che piaceva a sua moglie.