Ella si voltò tutta d'un pezzo, suffusa d'un lieve rossore la guancia marmorea. Anche Gino s'era voltato, e i suoi occhi interrogavano il babbo con trepida ansietà, tanto lo aveva stupito la insolita asprezza della voce paterna.

Sentì Bertalia il muto rimprovero, la muta preghiera che c'erano nello sguardo di Gino? O fu altro il pensiero che lo disarmò? Certo si è che mutando tuono egli disse:

— Non dimenticare di metter nella valigia le decorazioni. Sai dove sono?

— Sì, nel primo cassetto a destra.

— Appunto.... All'estero non si può farne senza.

Di lì a un momento il professore richiudeva con forza dietro di sè l'uscio dello studio, ridendo d'un suo riso nervoso ed esclamando sarcasticamente: — Le decorazioni! le decorazioni!

Il bel marito di pasta frolla ch'egli era! E la bella figura ch'egli faceva verso sua moglie! Dopo aver trovato l'accento solenne che doveva preludere Dio sa a che gran scena drammatica egli finiva con quella commedia delle decorazioni!

Ma, riflettendoci, la gran scena drammatica, se fosse successa, a che cosa sarebbe approdata? Alla confessione da parte di Lucilla? Al perdono da parte di lui? O a una rottura violenta, irrimediabile che avrebbe distrutto per sempre la famiglia?

La confessione? O che bisogno ne aveva egli ormai se la tattica troppo ingegnosa di Lucilla si ritorceva contro di lei? Una donna che ha la coscienza netta non agisce così; provoca lei stessa le spiegazioni che devono troncare gli equivoci, non ricorre agli espedienti che li alimentano. Sì, certo, egli avrebbe potuto abbattere con un soffio il castello incantato in cui ella si rifugiava, avrebbe potuto costringerla a un colloquio a quattr'occhi. E s'ella gli si fosse umiliata dinanzi, se pentita del suo fallo avesse implorato misericordia in nome dei primi anni della loro unione, in nome della morte che aveva fulminato il suo seduttore, in nome della vita che fioriva sulle guancie di Gino, oh allora forse egli l'avrebbe riaccolta, perdonante ed amante, fra le sue braccia.... Ma ella non era donna da umiliarsi; o non si sarebbe lasciata strappare una sillaba, o tirata per i capelli avrebbe assunto un'aria di sfida portando in trionfo la sua colpa. E in tal caso che altro restava al marito oltraggiato se non porre ad effetto l'antica minaccia e scacciarla?

Sciocco che non s'accorgeva d'avere in pugno la sua vendetta, facile, piana, offerta da una di quelle coincidenze provvidenziali che farebbero credere all'intervento d'una giustizia superiore e riparatrice! Egli l'aveva in pugno e voleva assaporarla tutta, quella sera, dai Filiberti. Là ov'ella aveva conosciuto colui, in una festa che le avrebbe richiamato alla mente ogni circostanza del primo incontro, là ell'avrebbe espiato. Che potenza di dissimulazione le sarebbe occorsa per celare il suo turbamento, per atteggiar le labbra al sorriso, per discorrer delle mille inezie ond'è fatta la conversazione dei salotti, per appoggiarsi al braccio di damerini indifferenti ed uggiosi, per lasciarsi trascinare nel turbinìo delle danze!... E non v'ha dubbio, fra i tanti sguardi che, al solito, si sarebbero conversi in lei, ve ne sarebbero stati di malignamente curiosi e indiscreti, poichè i vecchi frequentatori di casa Filiberti non potevano non aver indovinata la tresca.... Sono i mariti che non indovinano nulla!... No, l'orgogliosa Lucilla non avrebbe curvato la fronte sotto quegli sguardi, non avrebbe dato ad alcuno il vanto di ridere della sua debolezza; ma s'ell'aveva veramente amato quell'uomo, che strazio doveva essere il suo! Saperlo morto, vederlo con gli occhi dell'anima immobile, stecchito dentro una bara, ed esser lì nelle sale gaie e luminose ove anch'egli era passato florido di giovinezza e riboccante di vita, che strazio, che strazio!